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La Gazzetta del
Delta |
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Bonsai
ottenuti per talea. Il
metodo di moltiplicazione per talea o sashiki
è molto più veloce per seme e possiede inoltre i vantaggi di
rendere utilizzabili i rami potati dagli altri bonsai per creare nuove
piantine ad un costo in pratica nullo, e quello di formare soggetti
che mantengono fedelmente le caratteristiche della pianta madre per la
riproduzione da seme, ed inoltre si hanno nuove piantine senza
fittone. La talea è un sistema di moltiplicazione; per questo viene
tagliata una parte della pianta con lo scopo di metterla nella terra e
farla radicare, ottenendo così un’altra pianta. Questo avviene
perché il cambium emette prima un callo di cicatrizzazione, e quindi
produce una nuova crescita di cellule che interrate ed umide, si
formano come radici. Talee di legna tenero Sono
i germogli dell’anno scorso, che si tagliano in primavera inoltrata con un taglio obliquo. La temperatura ideale del
terreno per la maggior parte delle specie è da 23°C a 27°C, con una
temperatura ambientale di 21°C. conviene collocare la parte inferiore
del vaso nel suolo, lasciando la porzione superiore del vaso e le
talee in ombra. Emettono radici in quattro/cinque settimane. Le
migliori talee sono quelle che si asportano dalla parte più vigorosa
dell’albero madre, ed è importante che presentino almeno due nodi
(gemme o ascelle di foglie). Si strappano le foglie della parte che
rimarrà interrata, e si abbia cura di lasciare interrate un paio di
gemme. Il substrato può essere sabbia e torba. Dopo aver bagnato a
fondo, si pongono le talee in ombra. Talee di legna semiduro Queste
sono più dure delle precedenti e si asportano in estate. Sono adatte per la riproduzione d’Azalea, Cotoneaster,
Pyracanta, Gelsomino, Chamaecyparis, Evonymus, Agrumi, Olivi e Fichi.
Sono lunghe da sette a quindici centimetri e si piantano togliendo le
foglie della metà inferiore. Le talee semidure si asportano dalla
pianta madre con un taglio a smusso o doppio smusso, e si piantano
inclinate in modo che la zona esposta del cambium rimanga sempre in
posizione orizzontale. Anche per questo tipo di talee il calore del
suolo stimola il radicamento. È bene assicurarsi che il terriccio
aderisca alle talee, ed è importante anche un buon drenaggio. Talee di legna duro È
il tipo più usato in bonsai, poiché il fusto radicato presenta già
un certo spessore come tronco. È il più lento ad emettere radici,
rispetto ai precedenti. Si possono tagliare dalla pianta madre in autunno, oppure alla fine
dell’inverno, quando la legna è completamente maturata ed ha
sufficienti risorse: si tratta di legna di uno o due anni. Il taglio
inferiore deve essere sotto la gemma e quello superiore anche,
lasciando sul fusto almeno due gemme. I più comuni tagli delle talee
di legna dura sono a smusso, doppio smusso, piantando poi la talea,
quasi diritta, di tallone, conservando nella parte inferiore un tratto
di legna vecchia, di cuneo, che consiste nel praticare una o più
incisioni nella base della talea, separandole poi con delle pietruzze.
Questo schema assicura una maggiore zona di cambium esposta. Sono
adatte per la riproduzione d’alcune piante da fiore e frutto (berberis,
camelia, chaenomeles, ecc). Molti tipi di piante possono essere
ottenuti per talea, anche cedro giapponese, ma sopratutto abeti,
ginepri, cipressi, aceri, azalee, cotonaster, melograni, gelsomini,
olivi, olmi, salici, zelkova. Numerose talee, come, per esempio,
quelle di salice e di zelkova emettono le radici molto facilmente,
basta semplicemente immergerle in acqua. Si possono, in teoria, fare
talee in ogni periodo dell’anno, ma risultano migliori quando i
germogli dell’anno in corso sono sufficientemente maturi per
sopportare tale processo. In linea di massima, le talee di piante a
foglie decidue dovrebbero essere prese all’inizio dell’estate,
quando non sono eccessivamente indurite. Il tempo necessario per la
loro radicazione, varia secondo la specie e del clima, in ogni caso
quelle verdi o erbacee impiegano meno tempo, ma necessitano di un
certo calore e di maggiori cure, mentre quelle legnose radicano più
lentamente, ma sono più resistenti. Le talee di conifere non sono
facili da realizzare perché stentano a radicare, richiedono molta
umidità ambientale, luce e ormoni, facilmente reperibili in
commercio; fra i sempreverdi il più facile da riprodurre per talea è
il ginepro. Per una buona talea i rami da scegliere devono essere
maturi, avere in pratica da uno a tre anni d’età, devono essere
robusti, sani non rovinati dagli insetti. Una polvere o un liquido
radicanti a base d’ormoni è sempre molto utile perché stimola un
precoce sviluppo delle radici; le modalità d’impiego di questi
prodotti variano secondo il tipo scelto, ma tutti contengono sempre
istruzioni ben dettagliate alle quali attenersi. Una volta raccolti i
rametti, si pongono in piccole serre sotto vetro e già nella
primavera successiva si dovrebbero avere le piantine. La lunghezza
delle talee di latifoglie dovrebbe essere tale da contenere almeno da
quattro a 10 cm., secondo la specie e della distanza esistente tra
foglie stesse. Il taglio della talea va eseguito con cesoie, o con una
lama affilata, subito sotto l’attaccatura di un picciolo sul fusto.
Si eliminano poi parte tenera della cima e le foglie nel tratto che
deve essere interrato, si fa quindi il trattamento radicante e si
mettono i rametti nei contenitori, che possono essere di qualsiasi
tipo, purché forniti di fori di drenaggio, riempiti con sabbia
piuttosto grossa, che deve essere naturalmente di fiume oppure lavata
perché la sabbia di mare, contenendo sale, li farebbe
irrimediabilmente morire. La sabbia favorisce l’emissione delle
radici, ma non contiene elementi nutritivi sufficienti alla vita delle
piantine, per cui non appena le talee avranno attecchito sarà
necessario rinvasarle. I contenitori possono essere riempiti anche con
una miscela di torba e sabbia in proporzioni uguali, in questo caso le
talee possono rimanervi più a lungo. Una volta riempito il
contenitore con il substrato prescelto, che deve essere pressato con
delicatezza, si praticano dei fori e vi s’inseriscono le talee ben
spaziate fra loro per una profondità di qualche centimetro, si preme
la terra intorno alla base perché rimangono ferme, e si annaffia con
un getto molto sottile. Per evitare il rischio dell’eccessiva
traspirazione, si può mettere un pezzo di plastica trasparente sopra
al vaso, fissandola al bordo di questo; dei bastoncini di legno
saranno più che sufficienti per tenerla staccata dalle talee. Questo
procedimento è un tentativo di riproduzione dell’ambiente ideale
per far radicare le talee: una serra con alta percentuale d’umidità.
Come per tutti gli altri sistemi di moltiplicazione delle piante,
l’esposizione migliore dei contenitori di talee dovrebbe essere
riparata dal vento, lontana dai raggi diretti del sole e con una
temperatura quando più è possibile costante. È importante ricordare
che le talee hanno molto bisogno d’umidità, si controlli quindi
frequentemente insieme al substrato, che, specie nel caso della
sabbia, deve essere bagnato spesso per rimanere sempre umido. Appena
sono spuntate le radici, evento questo riconoscibile dall’emissione
di nuovi germogli, si può cominciare a sollevare la plastica, prima
per poche ore e poi gradatamente sempre più a lungo, così che le
piantine abbiano modo di abituarsi un pò alla volta al mutamento,
senza bruschi sbalzi di clima e di temperatura. Quando l’apparato
radicale ha raggiunto un buono sviluppo, si può procedere ad un primo
trapianto in vasi singoli, dopo il quale, come si è più volte
ripetuto, le piante andranno tenute al riparo per un periodo congruo,
che di solito si aggira, per una completa ripresa, intorno alle tre,
quattro settimane, trascorse le quali, sarà possibile esporre
gradualmente i vasetti al sole, evitando però che sia troppo forte e
violento. I fertilizzanti vanno usati solo dal momento in cui le
radici sono sufficientemente forti da sopportali, perché altrimenti
potrebbero bruciarsi e la pianta morire; le dosi saranno sempre molto
ridotte, in special modo all’inizio. Durante l’inverno si abbia
cura di proteggere le piantine dalle intemperie e soprattutto dal
gelo. Le talee legnose, essendo molto più forti e resistenti di
quelle erbacee possono essere piantate anche direttamente all’aperto
e in piena luce, il che permette una migliore fotosintesi, ma devono
sempre essere protette dal sole vivo. Il trattamento bonsai può
essere iniziato sulle talee già dopo uno o al massimo due anni,
dipenderà solo dalla specie e dalla velocità di sviluppo delle
radici. |
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