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Gli Ontani
Scheda
botanica
Gli
Ontani sono alberi di media grandezza o cespugli, monoici con
fiori unisessuali, a foglia decidua, spiralata e con stipole che
cadono precocemente. Sono presenti quasi esclusivamente nelle
regioni temperate dell’emisfero boreale. Insieme al genere
Betulla, il genere Alnus appartiene alla famiglia delle
Betullacee ed annovera circa 30 specie. Il genere Betulla
presenta gli amenti femminili, una volta diventati
infruttescenze, penduli, molli e circa cilindriche le foglie con
lamina triangolare o rombica. Il genere Alnus, invece, ha gli
amenti femminili eretti legnosi, ovali e foglie con lamina
ellittica ovale. In Italia sono spontanei quattro tipi di
Ontano: Alnus viridis, A. incana, A. gluticosa e A. cordata.
Ontano verde
(Alnus viridis)
Si
presenta sottoforma di cespuglio (1-3 m.) con rami giovani con
corteccia scura e piccole lenticelle puntiformi chiare,
pubescenti e vischiose. Il picciolo di 12-13 mm. di lunghezza, e
pubescenti come pure il margine inferiore della foglia. Le
foglie presentano una lamina di 25-55 x 35-77 mm,
ovato-ellittica, con 6-7 nervature, con margine acutamente
dentato e base tronca o tonda. Le inflorescenze maschili e
femminili sono amenti che si formano in maggio-giugno.
L’Ontano verde è principale componente dei cespugli subalpini
tra i 1600 e i 2200 m. anche se si può trovare sui 600m. In
Italia lo troviamo nelle valli piovose nell’arco alpino, in
Liguria e in Corsica.
Ontano bianco
(Alnus incana)
Albero
alto fino a 10-25 m. con ramificazione contorta e corona densa
ma anche cespuglio pollonante. La corteccia è di colore
verde-grigio, liscia e con lenticelle puntiformi (1-2mm.). I
rami giovani sono tormentosi da cui il nome specifico del genere
che significa appunto canuto. Le foglie hanno un picciolo di
8-13 mm. con stipole pelose. La lamina fogliare è di forma
ovato-ellittica (35-45 x 40-60 mm.) con margine doppiamente
dentellato e acuminata all’apice e 7-12 paia di nervature.
Superiormente si presenta verde scuro mentre inferiormente è
grigio chiara e pelosa. Le infiorescenze maschili (amenti)
compaiono precocemente prima della sfogliazione; sono
cilindriche di 7-9 cm. di lunghezza. Quelle femminili sono più
corte senza peduncolo, di forma ovoidale formate da squame
legnose. Il seme è un achenio ovoidale con ali strette. E’
presente soprattutto dagli 800 ai 1300-1800 m. nelle boscaglie
palustri e riparie di montagna. L’Ontano bianco predilige,
infatti, gli ambienti umidi ma rifugge i terreni dove l’acqua
ristagna e riesce ad insediarsi in terreni ben drenati, calcarei
e anche asciutti. L’Ontano bianco ha un areale limitata alle
regioni centro-settentrionali dell’Europa, dell’Asia e del
Nordamerica. In Italia vive sulle Alpi e sull’Appennino
settentrionale e raramente in Pianura Padana.
Ontano nero o comune
(Alnus gluticosa)
L’Ontano
nero è un albero alto fino a 20-30 m., con tronco eretto e
vegetazione rada ed espansa che forma una chioma ampia e conica.
La corteccia è di colore verde-bruno, lucida con
lenticelle trasversali lunghe 1-3 mm. che diventa rugosa
fesurandosi verticalmente con l’età. I rami giovani come pure
le foglie sono vischiose. Le gemme all’ascella delle foglie
sono peduncolate ed hanno una caratteristica forma clavata.
Le foglie, semplici ed alterne, presentano un picciolo di
1-2 cm. con stipole membranose precocemente caduche. La lamina
fogliare ha la forma obovato, 4-6 x 5-7 cm. di dimensioni,
grossolanamente dentata al margine. La base è tronca e
l’apice può presentarsi smarginato o ottuso.
Le foglie sono di colore verde scuro superiormente mentre
inferiormente sono più chiare. Le nervature secondarie sono 7-8
per parte con caratteristici ciuffi di peli giallastri alle
diramazioni. Le fluorescenze sono già completamente formate in
marzo-aprile prima dell’emissione delle foglie. Quelle
maschile sono terminali, riunite a gruppi di 3 o 5 pendule.
Quelle femminili sono ovali (1-3 cm.) erette e peduncolate. Dopo
la fecondazione si trasformano in strobili a squame legnose di
colore bruno scuro dal quale escono dei piccoli acheni ovali con
ali strette. L’Ontano nero lo troviamo frequentemente nei
boschi e nei cespuglietti e sulle sponde dei corsi d’acqua e
su suoli torbosi asfittici fino a 800 m. d’altezza e più
raramente fino ai 1200 m.. L’Ontano ha un vastissimo areale
che si estende fino a tutta l’Europa e all’Asia occidentale.
In Italia è presente su tutto il territorio probabilmente con
esclusione di parte della Puglia.
Ontano napoletano o cordato
(Alnus
cordata)
L’Ontano
napoletano è un albero alto sino a 15 m. con tronco eretto e
slanciato e una chioma piramidale. La corteccia è grigio-verde
con macchie biancastre e si screpola con l’età. Nei rami
giovani la corteccia è bruna ed è ricoperta di pruina bianca.
Le foglie hanno un picciolo di 1-2 cm. e lembo ovato di 24-40 x
30-50 mm. Il margine è dentellato e la base si presenta cordata
o tronca. L’apice è acuto o brevemente acuminato. Le foglie
presentano 6-8 paia di nervature, sono di colore verde lucido
superiormente e verde chiaro inferiormente. All’angolo tra le
nervature principali e le secondarie sono presenti ciuffi
giallastri. Le infiorescenze sono degli amenti che si formano in
marzo-aprile prima delle foglie. Quelli maschili riuniti in
gruppi di 3-5 sono penduli, verdi, cilindrici, lunghi 8-10 cm.
Quelli femminili sono più corti (1-3 cm.) su peduncoli di 1-2
cm. A maturità gli strobili legnosi liberano acheni di forma
ovale strettamente alati. L’Ontano napoletano è un endemismo
italiano quindi lo troviamo solo nell’Appennino meridionale
sino alla Sila, sulla Maiella, nella Sardegna settentrionale e
in Corsica. Specie di rapido accrescimento la troviamo nei
boschi montani puri o con altre latifoglie (Faggio, Castagno,
Quercia) tra gli 800 e 1500m.
Come
coltivarli a bonsai
La nostra esperienza con questa pianta può
partire in vari modi, iniziando con piantine giovani da
semenzaio, tenendo cura, che i fusti di tali soggetti così
giovani richiedano una certa cautela nella manipolazione o
un’educazione con il ferro, in quanto la loro corteccia
è molto sottile e si spella facilmente.
Oltre a giovani soggetti che siano stati raccolti in
natura o in vivaio, si può iniziare anche con soggetti presi in
natura un po’ più vecchi. Tra le varietà che esistono
d’Ontano, quella che si presta meglio è l’Ontano napoletano
o cordata. Le sue foglie riducono molto le loro dimensioni con
l’infittirsi della ramificazione ed hanno un bel colore verde
carico. Quest’Ontano sopporta meglio delle altre cimature e
risponde con vigore, così si potrà ottenere in breve tempo un
buon elemento da raffinare.
Stili
L’Ontano
è un’essenza che può esprimere qualsiasi stile, comunque per
la sua natura, l’eretto casuale è di certo la più indicata.
La cascata è più difficile per la sua natura di albero che
spinge il suo vigore sui nuovi getti, verso l’alto.
Trapianto
L’Ontano
cresce generalmente bene in qualsiasi terriccio, anche se
trattiene molta acqua, purché abbia una sufficiente porosità.
Giova, quindi dare al miscuglio una certa abbondanza di torba e
sabbia grossolana. Il trapianto o il rinvaso, vanno eseguiti in
primavera, in autunno nelle zone in cui il clima sia mite in
inverno.
Il
filo
L’educazione
con il filo richiede cautela per due ragioni. La prima,
l’Ontano è un’essenza che sentendosi trattate con questo
tipo di educazione può lasciar morire il ramo o la parte
legata, inoltre, la crescita molto veloce può segnare o
contundere la corteccia con molta facilità. E’ consigliabile,
perciò agire con prudenza ed al limitare ricoprire con della
carta crespa il filo metallico. Il momento migliore per questo
tipo di educazione è durante la pausa vegetativa all’inizio
dell’estate.
Potature
e Cimature
Per questo di essenza la fase di
formazione non è particolarmente difficoltosa, infatti, essa
ricaccia generosamente. Attenzione ai grossi tagli che
effettueremo, tali ferite andranno scrupolosamente protette con
pasta cicatrizzante, così si evita il rischio di un
inquinamento di funghi patogeni. Le cimature sollecite sono più
efficaci, infatti, se abbiamo davanti un soggetto che sta
maturando e vogliamo ottenere una ramificazione corta e fitta ed
una vegetazione minuta, si dovrà pizzicare spesso le nuove
crescite, e se si vuole invece ottenere una vegetazione più
grossa si lascerà crescere sino all’ottenimento del diametro
desiderato. Dopo che aver reciso un ramo esso (di
quest’essenza) emetterà una miriade di germogli verdi che
andranno selezionati. Se qualche foglia è troppo grande può
esser tolta o tagliate, una defogliazione quando la chioma è
matura a fine primavera, ma solo se il soggetto è vigoroso.
Fertilizzazione
Per aver un buon Ontano in forma
con una chiomati un bel colore verde. Per il tutto dovremmo aver
o fare che, l’apparato radicale viva in un terriccio poroso
che permetta una buona collaborazione dei batteri nitrificanti,
che gli forniscono una discreta qualità di azoto. Per questa
ragione le fertilizzazioni durante la fase vegetativa non sono
proprio superflue, ma vanno fatte con giudizio. E’ indicata in
particolare la somministrazione di fosforo e potassio quando il
ciclo di sviluppo lo richiede, e cioè al momento della
maturazione del giovane e prima che la pianta affronti i rigori
dell’inverno. Ognuno di questi interventi avrà favorevoli
conseguenze, così come quando si intenda aiutare un soggetto ad
affrancarsi dopo il trapianto o il rinvaso.
Malattie
Tra
i parassiti animali il peggiore per l’Ontano è la cocciniglia
a scudetto, che come conseguenza frequente porta alla comparsa
della “fusaggine”, quel fungo che si sviluppa sulle
deiezioni della cocciniglia appunto che cadono appiccicose sulla
superficie della vegetazione e ne causano un antiestetico
annerimento. Liberando il bonsai dalla cocciniglia si previene
una tale sgradevole complicanza. Alla peggio si unisce l’utile
al dilettevole lavando il soggetto con acqua e detersivo per
stoviglie in modo da pulire via il nero della fusaggine e far
morire il parassita senza ricorrere all’uso di veleni. Altra
evenienza negativa è quando una camola depone le sue uova in
qualche punto sotto la corteccia del piccolo albero ed i voraci
bruchi che ne nascono scavano gallerie nel legno. Anche questa
potrebbe essere la causa della improvvisa morte di tratti circa
importanti del tronco o della ramificazione. La lotta a questi
parassiti si effettua “cercandoli”ed uccidendoli con un
sottile filo d’acciaio insinuato attraverso il foro che ogni
animaletto produce in superficie o introducendovi
dell’insetticida.
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