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La Gazzetta del
Delta |
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Coltivazione
da seme: Misho. Reclusione
invernale: sul
paravento d’oro un
pino scolorito. Mitsuo Bashò (1644 –
1694) Questo
metodo richiede molta pazienza e meticolosità, ma permette di
ottenere alberi particolarmente apprezzati. Una cosa da chiarire è
che non esistono sementi speciali tratte da alberi nani adatti alla
formazione di bonsai possono essere ottenuti per semi. Si possono
utilizzare semi prelevati, o raccolti in autunno direttamente dagli
alberi. Questi semi messi a dimora daranno in un periodo che va da
cinque a sette anni, degli alberelli che potranno iniziare ad essere
educati a bonsai. Questo tipo di coltivazione da il piacere di godere
fin dall’inizio dello sviluppo di piccoli alberi, con
caratteristiche proprie, differenziandosi anche dalla pianta madre.
Alcune sementi possono essere seminate appena dopo la raccolta, poiché
sono in grado di germinare subito. Altre devono essere conservate in
ambienti freschi prima di essere seminate. Certi semi possono
germinare già in autunno, ma per conservare la capacità germinativa
devono, essere interrati per qualche giorno in sabbia umida. Altre
sementi presentano un periodo di quiescenza. In tal caso, si
stratifica (si disponi in strati insieme a sabbia umida) in un
ambiente fresco e protetto dal gelo. Dei semi appartenenti a questa
categoria fanno parte quelli dell’acero montano, dell’acero
giapponese, del cotoneaster, del carpino, del biancospino, del ginepro
ecc. Prima della semina
bisognerebbe tenere i semi in acqua per uno o due giorni, così che si
ammorbidiscono, permettendo la germinazione d’avvenire più
facilmente. Altro trattamento è quello di fare un trattamento chimico
ai semi con un fungicida, capace di proteggerli da malattie, come la
muffa. Vi sono due momenti favorevoli alla semina, primavera e fine
dell’estate - inizio autunno. Non si semina mai insieme specie
diverse, poiché le condizioni d’umidità, temperatura e luce
richieste sono differenti. Per seminare
e opportuno procurarsi un vasetto o semenzaio con fondo forato. Si
riempie di terriccio formato dal 50% di sabbia o perlite setacciata.
Si riempie solo per tre quarti, senza pressare troppo, in modo che
aria e acqua possano circolare. Si collocano i semi ben spaziati,
ricoprirli con altro terriccio, premere leggermente, e quindi bagnare.
Ricoprire, infine il vasetto con un vetro e riporlo all’ombra e al
riparo dal gelo. Appena compaiono i primi germogli, spostare
leggermente il vetro, affinché l’aria circoli e toglierlo alla
comparsa delle prime foglie. Trapianto del
semenzale:
in primavera al momento dell’estrazione del semenzale, quando il
fusticino si è irrobustito noterete che ha sviluppato lunghe radici
potate le radici lunghe per favorire un maggior sviluppo di radici
sottili alla base dello stelo. Trapiantate ciascun semenzale in un
vasetto di coltura, che sarà abituato gradualmente al sole. In questo
vasetto di plastica con terriccio con forte drenaggio, (lo stesso del
semenzale) allargate a raggiera le radici, per favorire un sistema
radicale radiale. In questo periodo bisogna prestare attenzione ad una
patologia (marciume) sostenuta dal terreno, causandone la morte. Si
presenta in forma più grave in condizione di caldo umido e quando le
piantine sono poste a distanze ravvicinate. Sarebbe in caso di
aggiungere all’acqua una volta la settimana, un fungicida (tipo
Benlate). Crescita: dopo il primo anno la piantina deve crescere per numerosi anni senza restrizione, in modo che il tronco s’ispessisca e la radicazione si sviluppi. Nella piantina di quattro anni, il tronco appare ancora sottile ma gli intervalli ravvicinati. A questo punto è necessario irrobustire il tronco, perciò si procederà al trapianto in un grosso vaso o in piena terra. Trascorsi altri anni, con le concimazioni e le annaffiature necessarie, l’albero ha sviluppato una ramificazione e un tronco robusti. I nuovi ricacci verticali sono stati raccorciati ogni primavera, per infittire la chioma. |
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