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Il
Ficus
Scheda
botanica
Le piante del genere Ficus sono alberi o
cespugli a succo lattiginoso appartenenti alla famiglia delle
Moracee, la stessa cui appartiene il gelso. Al genere Ficus
appartengono circa 800 specie una piccola parte delle quali vive
nel continente nord-americano, una sola nella zona mediterranea
e il rimanente nelle regioni tropicali e subtropicali africane,
asiatiche e australi a clima caldo. L’unica che vive nel
nostro paese (Italia) è quello: Ficus Carica.
Fico Comune (carica)
Il Fico, pianta tipicamente
mediterranea, ha un’ampia diffusione, fino ai 800-900m. La sua
origine, però, sarebbe dell’Asia Occidentale e da qui si è
diffuso sia verso tutto il mediterraneo che verso Oriente. Il
Fico è un piccolo albero alto 10m. poco longevo con rami
fragili ed irregolari che formano una corona rada. La corteccia
è sottile, liscia è grigiastra. Le foglie sono inserite in
modo alterno e presentano un picciolo lungo 3-6 cm. La lamina è
di 5-10x8-15cm., la forma palmato-lobata 3-5 lobi ed è cordata
alla base. Talora, le foglie si possono presentare anche intere
ma comunque sempre arrotondate all’apice e presentano il
margine irregolarmente dentato. Inferiormente sono un po’
pubescenti, mentre sono ruvide superiormente. Le nervature sono
molto evidenti. I fiori sono unisessuali, quelli maschili con
1-2 stami e quelli femminili sono stili lunghi e corti. Solo il fiore con stile lungo può
essere fecondato, mentre il brevistilo è sterile, ed è in esso
che l’insetto pronubo (Blastophaga) depone le uova. Il Fico
carica vive in Italia su tutto il territorio ed è ampiamente
coltivato in numerose varietà. Vive selvatico sulle pendici
sassose calde e solatie, nelle fessure delle rupi e dei vecchi
muri. I Fichi hanno tre fioriture in tempi diversi (marzo,
maggio e settembre) e matureranno i frutti in periodi diversi
(giugno-luglio, luglio-settembre e dicembre).
Alcune varietà
di Ficus Asiatico-Tropicali
Ficus Elastica
E’ un albero chiamato anche della gomma,
originario dell’Asia Sud-Orientale, presenta foglie
ellittiche, di dimensioni 12-30x6-15 cm. la superficie liscia e
lucida, e la gemma apicale è rivestita da un'unica stipula a
forma di cappuccio allungato.
Ficus Macrophylla o Ficus magnolioides
Albero con foglie meno lunghe e chioma più larga di
quello dell’Elastica, emette qua e là dai rami lunghe radici,
fulcranti che una volta raggiunto il terreno formano altrettante
strutture simili a fusti verticali, consentendo alla pianta di
raggiungere vaste estensioni.
Ficus Benjamina o Salice di Ceylon
Pianta originaria dell’India o dell’Asia
Sud-Orientale, è chiamato (beniamino) che vive nelle nostre
case, con foglie sottili e circa coriacee secondo le diverse
sottospecie o varietà.
Ficus Religiosa
Pianta che presenta foglie sottili a lamina
triangolare dotate di un apice che si prolunga in una sottile
estremità lunga fino a 6 cm.
Come coltivarli a Bonsai
La coltura del fico, conosciuta già dai
più antichi popoli del bacino Mediterraneo, il Ficus carica è
l’unica specie delle oltre mille di Ficus esistenti al mondo,
presente e spontaneizzato nelle nostre zone più meridionali,
tollera con disagio il gelo eccessivo e l’umidità
persistente. E’ molto facile riprodurlo, da seme, da pollone
radicale, da margotta, da propagine. Terreni calcarei e
siccitosi non lo spaventano, anche se per offrire una copiosa
fruttificazione, abbisogna di buona irrigazione. Per le varietà
tropicali devono essere tenute ad una temperatura superiore ai
15°C. circa. Tale limite è legato alla loro attività
metabolica e fotosintetica. Quindi nei mesi in cui la
temperatura scenderà sotto questa temperatura, dovremmo riporli
in casa o in una serra riscaldata.
Stili
La
forma dei bonsai di Ficus può rappresentare bene l'aspetto
degli alberi spontanei. Per quelli tropicali, maestosa e
imponente, mentre in quelli nostrani più casuale, fino ad
essere prostrata o a cascata, anche dei bei mame non stonano per
il nostro fico.
Trapianto
Il terriccio ideale per la coltivazione
dei nostri fichi comuni, per altro tolerranti, è calcareo,
mentre per quelli tropicali prosperano ugualmente in ambiente
neutro o leggermente acido. Il momento migliore per rinvasare
entrambi è il momento in cui sono a riposo, per quelli a foglia
persistenti (tropicali) questo lo si può capire dal fatto che i
germogli hanno cessato il loro allungamento e la loro estremità
ha assunto il verde del resto del fogliame maturo. Tale fase
coincide con l’inizio di una fase in cui le radici si
sviluppano.
Il filo
I Ficus tropicali sopportano meglio
l’applicazione del filo, mentre quelli nostrani i cui rami,
anche se maturi sono di legno morbido ed hanno corteccia sottile
e delicata. I rami giovani poi restano erbacei a lungo, quindi
è meglio rivestire il filo con della carta crespata. Comunque
entrambi dovranno essere tenuti d’occhio, per la loro
esuberanza che potrebbe recare danni ai nostri bonsai o
prebonsai.
Potatura e Cimatura
Cimando getti ancora erbacei, porta alla
formazione di un semplice rametto, quindi una risposta poco
significativa, per quanto riguarda l’infittimento, con la
conseguenza che la dimensione delle foglie non si ricuce. Al
contrario l’accorciamento di rami lignificati suscita la
comparsa di getti più numerosi all’indietro, aumenta la
densità della ramificazione e per ciò contribuisce a ridurre
la superficie di ogni foglia. Il fico nostrano è molto
suscettibile alle cimature eseguite solo su una parte della
pianta, o meglio, sente molto il differente grado di evoluzione
delle gemme lasciate all’estremità del ramo, per cui rinuncia
facilmente a far sbocciare quelle che essendo meno pronte
tardano ad aprirsi, qualora se ne siano già aperte alcune. La
strategia che potremmo adottare nei casi in cui si debba
lasciare alcuni rami più lunghi e altri più corti è quella di
interrompere lo sviluppo dei pochi getti più precoci, cimandoli
subito dopo la loro prima foglia. Questo arresto darà tempo
alle gemme degli altri rami, di aprirsi. Si possono ripetere
questi interventi di controllo finché tutto il soggetto non si
sia armonizzato con la crescita su tutti i rami.
Fertilizzazione
Troppa erba o muschio rende acido il
terreno, ed è possibile che il Fico nostrano non fruttifichi.
Anche le fertilizzazioni con nitrati di potassio acidifica,
quindi meglio usare, sali di calcio o di ammonio. In alternativa
usare concimi organici che, ricchi di fosforo. Tutti i Ficus
sopportano meglio periodi asciutti relativamente lunghi, che
quelli con una persistente umidità eccessiva.
Malattie
Di fronte alle malattie funginee i Ficus
mostrano una buona resistenza, il pericolo viene quando il
terriccio è o viene troppo bagnato. I rischi maggiori li
corrono per opera delle cocciniglie e dei tarli. Le cocciniglie
spesso si memitizzano con colore delle foglie o del tronco,
tanto che riesce difficile notarle, quindi attenzione, dovremmo
usare prodotti specifici anche se l’olio bianco a mio dire sia
molto pericoloso, è meglio usare soluzioni saponose o altre
prodotti preventivi chimici. Anche gli afidi fanno capolino sui
bonsai o sulle piante di Ficus, molto ghiotti dei germogli
succosi e pieni di lattice. Useremo quindi, meglio
preventivamente prodotti specifici e in caso di attacco, gli
stessi e in più si può usare (non solo per Ficus ma per tutte
le piante) un estratto di tabacco l’acqua che ne uscirà da
tale estratto andrà bene sia per afidi che per cocciniglie e
altri insetti.
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