La gazzetta del delta - informazione sull'arte bonsai

La Gazzetta del Delta
Notiziario di Arti orientali
Bonsai e Suiseki
A cura di Aldo Borgato

 

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Michele Andolfo

 

 

Andiamo a conoscere un personaggio molto noto sia nel territorio italiano, che in ambito internazionale. Questa intervista sarà effettuata con il mezzo di domande e risposte. Incominciamo allora e sentiamo cosa ci dirà il nostro Michele Andolfo.

1.   Sig. Michele Andolfo, come è nato in Lei l’hobbis e poi per il lavoro del bonsai?

La possibilità di modellare del materiale vivo e trasformare una banale piantina da vivaio in un piccolo capolavoro estetico, mi ha affascinato e iniziato a quest’arte. Col tempo la passione ha tolto sempre più interesse e tempo al mio lavoro (anche se dovrebbe essere il contrario) fino a sostituirlo in buona parte; adesso mi dedico a tempo pieno alla mia attività bonsaistica e alla progettazione di interni e giardini giapponesi.

2.   Quali sono state le sue tappe che l’hanno fatto arrivare a così buoni livelli?

Sin dal primo anno di attività bonsaistica a livello professionale, non ho mai pianificato tappe intermedie ma un obiettivo finale da raggiungere, il resto è venuto da se. Se in qualsiasi attività si ambisce al massimo e si cerca quotidianamente di migliorarsi le soddisfazioni lungo il percorso non mancheranno di certo.

3.   Lei insieme con Antonio Ricchiari ha scritto due libri, quali motivazioni hanno portata a questo?

Nel 1997 ho trovato in Antonio un collega con cui condividere le esperienze estetiche che stavo approfondendo a livello didattico, la sua esperienza in campo editoriale le ha tradotte nel nostro primo libro “Bonsai Cultura, estetica, progetto”, di cui andiamo particolarmente fieri. Il secondo, che non considero un libro ma una dispensa del mio corso base, è nato dalla trasformazione di un libretto di Antonio sul bonsai nella sintesi di un corso base suddiviso in 6 lezioni. Avevo bisogno di un libretto che spiegasse l’arte bonsai in modo chiaro, semplice e facilmente comprensibile anche da un bambino, e che aiutasse anche altri istruttori a tenere i corsi di base, così è nato “Bonsai Corso Base”.

4.   Se potesse descrivere una lavorazione di una pianta come sarebbe fatta e con quali canoni arriverebbe all’approccio?

Il concetto sul quale ho impostato il mio modo insegnare e fare bonsai si basa su una precisa metodologia che scompone il lavoro in quattro fasi:  

Scelta della pianta

Studio del materiale

Progettazione

Realizzazione

Seguendo sistematicamente queste quattro fasi e applicando per ogni fase le regole e i concetti tecnici ed estetici che la caratterizzano, ogni tipo di albero potrà essere facilmente affrontato ottenendo dei risultati estetici apprezzabili. Questa metodologia, che prevede un progetto grafico per programmare il lavoro estetico, verrà affiancata ad un progetto botanico su base triennale, che programmerà invece il periodo e la cadenza degli interventi necessari per far raggiungere all’albero il risultato finale con il minor stress e secondo le sue necessità.  

5.   Come vede il bonsai italiano?

Dal punto di vista estetico ed artistico, l’Italia è ricca di bonsaisti talentuosi che fanno scuola in tutto il mondo, e che nell’arco di pochi anni hanno proiettato il bonsaismo italiano ai vertici mondiali. Per fortificare maggiormente la nostra immagine a livello internazionale sarebbe auspicabile solo una maggiore coesione tra i vari gruppi Nazionali che svolgono attività associative, didattiche ed artistiche.

6.   Nel 2001 Lei ha fondato “L’ANDOLFO BONSAI STUDIO SCHOOL”, cosa prevede questo progetto?

La scuola è nata dopo sei anni di attività didattica svolta all'interno dei Bonsai Club Mantersana per seguire in modo più assiduo e continuativo il gruppo di persone che da anni lavorava con me. Negli ultimi due anni altri due gruppi, che seguo fuori sede, (Lombardia e Sicilia) sono entrati a far parte della Scuola anche all'estero con persone che attualmente seguo in modo saltuario. Il fine della Scuola tende a individuare l’obiettivo di ogni studente e programmargli l’attività bonsaistica più adatta per raggiungerlo. Questo mi permette di avere classe eterogenea e lavorare con ogni studente in modo indipendente per il raggiungimento del proprio obiettivo ma con una didattica che accomuna tutti. Dal punto di vista organizzativo con le classi fuori sede, istauro un rapporto di collaborazione con un responsabile o un istruttore sul posto che gestisce la didattica di base seguendo i programmi della scuola, mentre personalmente tengo le giornate pratico/didattiche per il livello superiore, programmate durante l’anno. Quest’anno la Scuola è stata riconosciuta dall’UBI per l’impegno didattico svolto su tutto il territorio Nazionale.  

7.   UBI e IBS, Lei ne fa parte di entrambi ci faccia conoscere queste due associazioni?

Cercherò di utilizzare tutte le mie capacità di sintesi per presentare le due Associazioni Nazionali in poche righe. L’UBI (Unione Bonsaisti Italiani) e l’IBS (Collegio Istruttori del bonsai e del Suiseki), che penso tutti già conoscono, operano da quasi dieci anni in modo proficuo e costruttivo nell’interesse di tutti i bonsaisti Italiani.

L’UBI si occupa del bonsaismo a livello amatoriale, offrendo sia ai Club che ai singoli un’organizzazione che si concretizza annualmente nel Congresso Nazionale e nel suo Volume fotografico della Mostra ”Migliori bonsai e suiseki “, nella rivista trimestrale, negli incentivi riservati ai Club, nel patrocinio di Mostre a livello locale e tutto in ciò che serve per incentivare il proselitismo e promuovere il bonsai a tutti i livelli. L’operato di questa Associazione ha fatto in modo di rendere il bonsaismo Italiano tecnico, artistico e organizzativo un esempio Internazionale da copiare.  (Per maggiori informazioni potete rivolgervi al segretario Nazionale UBI Patrizio Fermani  patriferma@libero.itwww.ubibonsai.it ).

L’IBS da nove anni riunisce e riconosce Istruttori a livello Nazionale sia di Bonsai che di Suiseki; i 33 istruttori che attualmente ne fanno parte, operano sia sul territorio Nazionale che all’estero con impeccabile professionalità e competenza. Annualmente l’IBS organizza dei corsi di aggiornamento per i suoi Istruttori, un Congresso Nazionale, durante il quale si ha la possibilità di vederli all’opera e visitare una mostra con i loro alberi più rappresentativi, una borsa di studio per amatori (Borsa di studio IBS), e tante attività a livello locale svolte dai propri Istruttori. (Per maggiori informazioni potete rivolgervi al segretario Nazionale IBS Michele Andolfo  segretaria@collegioibs.itwww.collegioibs.it ).

Il lavoro delle due associazioni ha dato negli ultimi anni risultati ragguardevoli, frutto della sinergia e dell’instancabile lavoro dei componenti di entrambi i gruppi finalizzate alla crescita tecnica, artistica ed economica del Bonsaismo Italiano.  

Sono a disposizione di chiunque desideri ulteriori informazioni su entrambi le Associazioni.

8.   Quali sono i suoi prossimi programmi, novità o appuntamenti che si è prefissato?

L’obbiettivo comune che condivido con i miei collaboratori e con la mia famiglia è di mantenere costante il livello di crescita sia della Scuola che personalmente, tanto che le novità (e gli impegni) pianificare per i prossimi anni sono parecchie e particolarmente impegnative. Un appuntamento che posso dare ai lettori e per il prossimo Congresso Internazionale UBI ad Arco di Trento durante il quale sarò presente in veste di dimostratore.  

9.   Questa è una domanda quasi personale per me, ma credo possa anche aiutare e aiutarmi. Come vede un giornalino come “La Gazzetta del Delta” in un ambito del bonsai Made in Italy?

La Gazzetta del Delta, come qualsiasi pubblicazione o iniziativa che si ponga come obiettivo quello di promuovere il bonsai e aiutare che si vuole avvicinare a quest’arte non può che avere l’approvazione generale, l’unico consiglio che mi posso permettermi di darti è di sincerarti sempre sull’esatta natura e sull’attendibilità della fonte delle informazioni tecniche ed estetiche che metti a disposizione dei lettori per evitar loro di percorrere strade inesatte  o operare interventi errati. Inoltre mi complimento per l’impegno e la puntualità con la quale affronti gratuitamente questo lavoro.

 

 

Grazie per i tuoi elogi per questa mia iniziativa “ La Gazzetta del Delta”. Purtroppo tutto ciò è gratuito, lo faccio per un mio modo di essere, perché credo che ormai tante sono le iniziative che già esistono nel mondo bonsaistico. Ho voluto iniziare una cosa mia che va al di là di tutto e di tutti, e veda il bonsai per quello che è al “naturale”, e non sia una cosa o diventi un modo di far politica, o di parlare come… (politichese).

Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità. Per quanto riguarda all’attendibilità sulle varie notizie che pubblico sulla Gazzetta provengono da testi, internet, e in particolar modo interviste agli esperti. Come tu potrai confermare.

Nelle prime edizioni ho fatto degli errori, intendo quando pubblicavo sulla Gazzetta una rubrica che parlava dei vari lavori del mese, infatti, mi sono reso conto che tale iniziativa non poteva essere utile per tutti, perché parlo a persone di regioni diverse con clima diverso dal mio e in più non si può parlare di tutto questo in poche righe!!! Un’altra cosa vorrei soffermarmi, la rubrica “la pianta del mese” aveva tali problemi, infatti, non posso dire cosa o come fare, per tale essenza, ma sai questo deve essere preso come una notizia. Vedi altre pubblicazioni più famose, e quando le leggi ti poni la domanda ma che cosa pubblicano.

Comunque questa mia risposta è dovuta sia ai lettori e a te, e anche a tutti coloro che hanno o devono collaborare con me. In caso contrario che intervista sarebbe…?

Buona idea … domandare anche a me? Sono disponibile a chiunque mi vuole intervistare?  Aldo abbassa la cresta!!!!

Rinnovo il ringraziamento e alla prossima.

 

La redazione  

(novembre – dicembre 2004)

 

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