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Gli Aceri
Scheda botanica
Gli aceri sono alberi delle zone
temperate boreali, appartenenti alla famiglia delle Aceracee
che presentano foglie caduche opposte, con lungo picciolo senza
stipole. Fiori per lo più poligami pentameri (5 petali– 5
sepali) riuniti inflorescenze racemose e corimbose pendole. Il
frutto è formato da due noci alate ed è chiamato disamara. Al
genere Acer appartengono circa 150 specie di cui solo 6
spontanee in Italia. Tutte le specie spontanee in Italia hanno
foglie semplici con lamina palmato - lobata con picciolo lungo
come la lamina fogliare. Un acero inselvatichito, soprattutto in
Italia settentrionale è l’Acero Negundo o Acero Americano.
Acero Riccio
Albero alto fino a 20 – 30 m. con fusto diritto e chioma densa e
rotondeggiante. La corteccia è grigio-nerastra e liscia sui
rami giovani. Le foglie semplici hanno picciolo lungo come la
lamina questa è larga 13 – 17 cm. e lunga 10 – 15 cm., e
presenta 5 lobi con 1 – 3 denti alati acutissimi lunghi fino a
1 cm.
Fiorisce in Aprile – Maggio. I frutti sono semare con ali molti
divergenti di cm. 3 – 5.
L’Acero Riccio a vasto areale europeo, dalla Spagna al Caucaso. In
Italia vive in stazioni fresche e umide, in piccoli gruppi o
isolato nei boschi termofili a 1300m. nelle Alpi e negli
Appennini supporta bene le gelate tardive e il freddo.
Acero di Lobelius
Acero simile al riccio di cui per molto tempo è stato considerato una
varietà. Ha però portamento colonnare e foglie con base e
bordi arcuati. La lamina presenta lobi terminali in una punta
molto acuta e non presenta denti laterali. I fiori compaiono a
Maggio e presentano calici pelosi. E’ una specie endemica
dell’Abruzzo, della Campania, della Basilicata e Calabria.
Vive nei boschi montani tra i 700 e i 1700 m.
Acero campestre
Cespuglio, tendente alla forma alborea alto fino a
20 m d’altezza, con tronco spesso contorto, con chioma
rotondeggiante. La corteccia è verde-bruna con lenticelle
longitudinali aranciate e si screpola in placche. I rami giovani
possono presentare larghe ali suberose. Le foglie presentano un
picciolo lungo circa come la lamina, che è palmata di 6–10x
5–8 cm. e presenta 5 lobi. La base presenta bordi arrotondati,
cordata; le incisioni sono profonde ½ - 2/3 del nervo
principale. Il margine non presenta o quasi, denti laterali. I
fiori sono riuniti in inflorescenze corimbose erette, pubescenti
che si formano in Aprile – Maggio insieme alle foglie.
L’Acero Campestre è diffuso in gran parte dell’Europa,
dalla Spagna alla Russia. In Italia vegeta in quasi tutto il
territorio nazionale, però manca in alta montagna e nelle
regioni più aride della fascia mediterranea. Si adatta bene un
po’ a tutti i terreni anche a quelli argillosi fino agli 800
m., in Sicilia può arrivare oltre i 1700 m.
Acero Montano
L’Acero
di monte è un albero alto fino a 30 m. con chioma allargata,
ovoidale e densa. Il tronco ha la corteccia grigio cenerino con
striature longitudinali. I rami di 2 – 3 anni hanno corteccia
rossastra con lenticelle longitudinali, e quelle dell’anno
sono verdi e glabri. Le foglie hanno un picciolo lungo 1 – 1,5
volte la lamina, questa ha le dimensioni di 14–22x 12–16
cm., ha la base cordata, e il colore grigio glauco sulla
superficie inferiore. E’ formata da 5 lobi che presentano 3
– 10 denti di 1 – 5 mm. I fiori sono riuniti in amenti
apicali che si formano da Aprile a Maggio. Il frutto ha ali poco
divergenti.
E’
una specie molto diffusa in Europa Centrale e Orientale, propria
dei boschi montani. In Italia è presente in tutte le Alpi e gli
Appennini e in Sicilia. Cresce tra i 500 e 1500 m., ma anche
fino a 1900 m. su terreni freschi e profondi. Vive isolato o in
piccoli gruppi in associazione con il Faggio o il Peccio.
Acero Minore
Arbusto
o albero di modeste dimensioni 12 m, con corteccia bruno –
cinerina liscia nei rami giovani, poi rugosa. Le foglie sono
piccole 4–6x3–4 coriacee, lucide superiormente, inizialmente
pubescenti poi glabre. La base della lamina fogliare è tronca o
cordata ed è formata da 3 lobi privi di denti. I fiori sono
riuniti in corimbi terminali eretti o penduli con petali e
sepali gialli poco differenziati. Le disamare hanno ali quasi
parallele e con un angolo molto acuto. Fiorisce in Aprile –
Maggio.
L’Acero
minore è tipico delle regioni dell’Europa Meridionale e del
Mediterraneo. In Italia lo troviamo nei boschi termofili di
latifoglie dal livello del mare ai 1000 m. E’ una specie a
lenta crescita, frugale, tipicamente xerofila ed eliofila, che
vegeta nei terreni sassosi e calcarei.
Acero Alpino
Acero
di medie dimensioni da 10 a 20 m., simile all’Acer obtusatum,
ma con foglie adulte glabre o con pochi peli sulle nervature. La
lamina fogliare è larga 6 – 11 cm. e i peduncoli fiorali
penduli sono glabri. Le disamare sono di 7-9x16-20 mm, hanno
bordi quasi paralleli.
E’
presente nei boschi di latifoglie delle regioni europee
occidentali. In Italia si trova da 0 a 1000 m. nelle Alpi
Piemontesi, nell’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano. Fiorisce
nel mese d’Aprile.
Acero d’Ungheria
Cespuglio
o albero alto fino a 20 m., con corteccia grigio-violetta. I
rami di 3 – 5 anni presentano una corteccia con lacerazioni
trasversali, mentre quelli giovani hanno lenticelle allungate.
Le foglie presentano un picciolo più corto della lamina che di
solito è di 6-11x5-9 cm., la lamina ha la superficie inferiore
pubescente e la base cordata; è formata da 5 lobi di cui i due
basali appena accennati.
Lo
possiamo trovare nei boschi di latifoglie tra i 500 e i 1300m.
nelle regioni dell’Europa sud-orientale. In Italia è presente
dall’Appennino Tosco-Emiliano alla Calabria e la Sicilia.
Acero Napoletano
Arbusto
o più frequentemente albero alto fino a 20 m., simile
all’Acero obtusatum ma con la lamina fogliare maggiore
12-18x10-14 cm. e picciolo allungato. Le semare poi hanno le ali
a forma di semicerchio e sono di dimensione di 12-17x25-30mm.
E’ una specie endemica dell’Appennino, dal Lazio alla
Calabria, che cresce nei boschi di latifoglie tra i 500 ed i
1300 m. Da notare che le differenze tra l’Acero Napoletano e
quello d’Ungheria non permettono una distinzione certa. Il
primo in ogni modo cresce nei boschi d’alto fusto, su terreni
compatti come il Fagetum. Il secondo, invece, si presenta
frequentemente insieme all’Ostrya carpinifoglia.
Come coltivarli a Bonsai
Gli
Aceri sono materiale relativamente facili da moltiplicare.
Infatti, per quanto riguarda i semi basta stratificarli per
qualche settimana in frigorifero e seminarli a primavera
iniziata. Per le talee mature radicano bene dopo la fine
dell’inverno, quelle semilegnose dopo che la pianta ha
vegetato abbastanza da essersi caricata di zuccheri, e le verdi
in qualsiasi momento siano disponibili, se protette e in buone
condizioni di luce, temperatura e umidità. Le margotte
preparate al momento giusto (sempre a pianta carica di zuccheri)
vanno sorvegliate, perché le radici si formeranno molto in
fretta. Talee e margotte fatte in casa dovrebbero essere scelte,
da piante madri in cui le caratteristiche che portano in esse,
siano interessanti: foglia piccola, colori brillanti autunnali,
ecc. Gli Aceri, ma soprattutto il nostrano (campestre), vegeta
bene anche partendo da mozziconi di tronco che abbiano buone
radici alla base e una forma interessante. Se gli coltiviamo in
piena terra, i rami selezionati e lasciati crescere liberamente
raggiungono in una o due stagioni le dimensioni ideali per
un’impostazione.
Stili
La
struttura degli Aceri in natura è generalmente leggera ed
ariosa, e la forma dei nostri bonsai dovrebbe quindi
rispecchiarla. Lo stile più adatto è perciò l’eretto
casuale. Molti aceri tridenti per mettere in risalto le loro
radici, vengono coltivati su roccia. Con le varietà che
riducono molto il fogliame, se ne può fare anche bonsai di
piccola dimensione, altrimenti le medio-grandi sono le più
consigliate.
Trapianto
Il
trapianto per gli Aceri non è una cosa difficile, ma come
sempre quando rinvasiamo una pianta e soprattutto un bonsai
bisogna prestare sempre attenzione. Essendo l’Acero una pianta
molto generosa, bisognerà aver cura di effettuare molto spesso
il rinvaso e di districarne l’apparato radicale. Come
substrato per gli aceri nostrani, useremo un terreno neutro e
leggermente calcareo, per quelli giapponesi un poco acido.
Comunque ben drenante.
Filo
Gli
Aceri per la scarsa consistenza del loro legno, assai fragili
durante il periodo di sviluppo. Per evitare che il ramo si rompa
conviene intervenire, perciò solo quando la pianta è a riposo
e i suoi tessuti sono meno turgidi di linfa. Il momento più
adatto è alla fine della spinta vegetativa primaverile: verso
metà giugno. Per prudenza conviene interrompere le inaffiature
uno o due giorni prima. Nei soggetti più maturi si può
effettuare al momento della o di una cimatura estiva o alla
defogliazione. Sui rami giovani sarebbe meglio, rivestire il
filo con della carta, o in tal caso essere attenti affinché il
filo non penetri in essi.
Potature e cimature
Molti
Aceri devono essere protetti dal sole estivo e ciò favorisce la
formazione di foglie grandi e internodi lunghi. Si può
intervenire sulle piante che lo meritano, cimandone i germogli
appena spuntano le foglioline. Poiché questi tessuti giovani
possono crescere solo per pochi giorni, tutto il tempo in cui
rimangono fermi per lo shock del trauma viene sottratto a quello
disponibile, e le loro dimensioni finali sono ridotte. Per
quanto riguarda la defogliazione che tanto se ne parla può
servire a raggiungere come prima cosa una miniaturizzazione
della parte fogliare, e anche lo scopo di far entrare più luce
e aria nelle parti interne della pianta, questo consente che
nuove, o gemme interne abbiano la possibilità di svilupparsi.
Le potature dell’Acero si effettuano tenendo conto che essendo
una pianta che produce gemme opposte, la struttura che potremmo
ottenere dovrà essere il più assimetrica, avere rami secondari
alterni e dare ad ogni parte del soggetto una regolare conicità.
Fertilizzazione
Come per tutte le altre essenze, l’inaffiattura e la fertilizzazione
devono essere in sintonia con lo scopo che vogliamo ottenere,
quindi in fase di formazione abbondanti e sempre più mirati nel
passar del tempo. Soprattutto nei bonsai maturi, regolando
questi interventi si può regolare l’evoluzione e
l’educazione del soggetto. Conviene in bonsai maturi limitarli
al minimo durante i primi giorni di una nuova cacciata, e si
noterà che la vegetazione alla base del germoglio è più
raccolta. Dato che nei bonsai d’Acero, il colore autunnale è
un effetto molto bello e dà una dote al bonsai, la
somministrazione di fosforo e potassio da metà estate in poi
darà i suoi effetti. Eliminando contemporaneamente l’azoto si
riduce la comparsa di nuovi germogli tardivi e si favorisce
l’accumulo di zuccheri.
Malattie
Molti parassiti sia animali, sia funginei sono causa di attacchi agli
aceri. Afidi e Cocinilia sono piuttosto frequenti, si possono
controllare con insetticidi specifici. Un vero nemico però sono
i funghi che si sviluppano in molte occasioni, ma sempre
favoriti dall’eccesso d’umidità nei diversi tessuti. Le
foglie e soprattutto le radici sono i veri punti deboli, dove
entra il patogeno per diffondersi e danneggiare. La miglior
prevenzione consiste nel bagnar né troppo poco né tanto,
evitare di bagnare le foglie. Come prevenzione e un buon
rimedio, intervenire con prodotti rameici esempio verderame o più
sofisticati tipo Ziram o Benlate. Comunque anche trattare con
prodotti funginei a carattere sistemico.
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