La gazzetta del delta - informazione sull'arte bonsai

La Gazzetta del Delta
Notiziario di Arti orientali
Bonsai e Suiseki
A cura di Aldo Borgato

 

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Intervista al Sig. Remeggio Mario della Ditta Certrè

 

Andiamo a conoscere un personaggio che forse, con il suo nome non si conosce, almeno ai più profani. Egli è, infatti, il proprietario della Ditta CERTRE’ (produttrice di vasi bonsai). Il Sig. Remeggio che ho conosciuto ad Arco, è una persona molto disponibile, e questa non è una pubblicità, infatti, andremmo a conoscere, il Sig. Mario per quello che ha apportato e porterà al bonsai italiano, egli con la sua produzione fatta a mano e su misura (vere e proprie opere d’arte) identifica il Made in Italy con un occhio al Giappone. Andiamo allora a fare quattro chiacchiere con Mario Remeggio con l’ausilio delle domande.

*     Chi è il personaggio Mario Remeggio?

 Sono un industriale della ceramica con, purtroppo molti anni di esperienza.

*     Qual è il suo rapporto con il bonsai, oltre a costruire vasi?                      

Mi interesso di bonsai dal 1988, ho una piccola collezione di piante che curo personalmente. Sono stato in Giappone con un gruppo di studio organizzato da Maria Teresa Volonterio nel 1992. Ho frequentato la scuola di Mark Noelanders e di Edoardo Rossi. Ho fatto workshop con Masahiko Kimura a Pescia nel 1995. Assisto alle dimostrazioni di molti istruttori nazionali e internazionali. Seguo con assiduità le mostre in Italia, Europa e negli U.S.A.. Sono stato giudice di concorsi nazionali ed europei. Ho istituito il premio Certrè Nazionale (una targa e un vaso fatto a mano della Certrè), quest’anno è stato consegnato a Fermo in occasione del Congresso U.B.I.. Il Certrè Europeo (una targa e un vaso fatto a mano della Certrè), quest’anno è stato consegnato all’Award GinKgo in Belgio il 27-28 settembre 2003. Il Certrè Internazionale (1.000 $U.S.A. più una targa e un vaso fatto a mano della Certrè), quest’anno è stato consegnato a Rochester nello Stato di NY in occasione del Congresso Bonsai Clubs International 05-06-07 Settembre 2003, dettagli su www.bonsai-bci.com7certre_02.htm. Il premio Certrè Internazionale è alla terza edizione. Nella prima edizione il premio è stato assegnato a Miami Florida a Robert Steven of Jakarta, Indonesia per il Buganvillea Spectabilis. Nella seconda edizione il premio è stato assegnato a Orlando Florida a Donato Danisi di Assago (Mi) per il Taxus Cuspidata. Per partecipare a questo premio è molto semplice: è sufficiente inviare una foto, non è necessario assistere alla premiazione, il premio viene inviato a casa. Il premio è assegnato da una giuria internazionale, al miglior abbinamento pianta vaso. La B.C.I. chiederà al vincitore la storia della pianta e la pubblicazione nella rivista che viene letta da molti lettori nel mondo. Sono l’editore del libro di Salvatore Liporace Bonsai Spirito e Materia edito in cinque lingue: inglese,francese, tedesco, spagnolo e italiano. Ho un sito Internet www.certre.it al servizio dei bonsaisti, con informazioni sugli eventi, futuri e passati, con le collezioni di bonsai di molti amici, con le foto delle piante rubate, e moltissime altre cose da curiosare.

*     Com’è nata l’idea di fare vasi per bonsai?            

Da bonsaista mi sono reso conto della scarsa scelta di vasi di qualità a disposizione, da ceramista ho cercato di porvi rimedio. Quando coltivo una pianta e la porto ad una maturazione da poterla esporre, devo avere il vaso giusto e non avere un vaso “rimediato” che adatto. Devo poter progettare il modello, il colore, la dimensione. Ecco perché faccio vasi.

*     Qual è la differenza tra vasi CERTRE’ e quelli Giapponesi?

Le tecniche di far ceramica sono comuni, è nel dettaglio, la personalizzazione sulla pianta che rende la Certrè unica. Realizzo i vasi fatti a mano preferibilmente non smaltati, in quanto considero un errore coprire la naturalezza della terra colorata. L’uso dello smalto mi è quotidiano e lo impiego nei vasi industriali. I colori la Certrè li inventa in pasta, riformulando il grès. I giapponesi usano grès standard reperibili sul mercato senza possibilità di personalizzazioni. Le forme, la Certrè le inventa e le adatta ogni giorno su ogni singola pianta, i Giapponesi usano degli stampi. Le misure, la Certrè le realizza sulla dimensione della pianta e a richiesta del committente, i Giapponesi realizzano i vasi con misure predeterminate.

*     Qual è il futuro che prevede per il bonsai italiano?

E’ troppo riduttivo parlare di bonsai italiano, anche se il futuro sarà certamente luminoso, in quanto moltissimi Istruttori Italiani sono chiamati nel mondo a divulgare il bonsai. Parlerei meglio del bonsai occidentale. Il far Bonsai lo abbiamo imparato certamente dai Giapponesi, c’è ne stiamo appropriando, facendolo diventare un’arte occidentale. Rispettiamo i canoni, ma lo stiamo portando ad un livello di arte diverso e forse nuovo, inimmaginabile fino a poco tempo fa. Noi occidentali siamo il futuro del bonsai, per i giapponesi è una cosa da vecchi, barbosa, per noi è nuova, vitale, è per i giovani. Per noi è una ricerca del nuovo che inizia da dove si sono fermati i Giapponesi. C’è molto interesse attorno al bonsai in occidente , nelle scuole d’arte, nei laboratori, nei garden sempre più specializzati. Anche se le eccellenze sono ancora poche, possiamo crescere molto.

*     Quali sono le differenze tra un vaso fatto a mano ed uno industriale?

Il vaso fatto a mano è unico e irripetibile, il vaso industriale è sempre una copia prodotta in serie.

*    Come vede un giornalino come “la Gazzetta del Delta”, in un panorama        così vasto?

Trovo l’iniziativa ingegnosa, stimolante, coraggiosa, allo stesso tempo utile a molti appassionati che si vogliono avvicinare a questa arte riflessiva e misteriosa, piena di sfumature molto diverse dal modo occidentale di percepire il bello.

 

(novembre – dicembre 2003)

 

 

 

 

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